Abitazioni

BORGO SAGRILOT

Strutture abitative

Il borgo si compone di quattro strutture: due abitazioni e due edifici minori utilizzati uno a stalla, camera e fienile e uno per ricovero attrezzi agricoli, l’edificio coinvolto nel progetto era originariamente destinato in parte ad abitazione ed in parte alla attività agricole; erano infatti presenti sia locali adibiti ad attività umane: cucina e camere, sia locali adibiti ad attività agricola: stalla, magazzino e fienile nel sottotetto, lo stabile era stabilmente abitato tutto l’anno. Il nucleo abitativo più in basso lasciato in disuso dai proprietari precedenti è stato acquistato e ristrutturato negli anni 80, mentre i due edifici superiori, hanno avuto alcune modifiche di preservazione, ma non sostanziali, nel corso degli anni fine ottanta- inizio novanta in quanto abitato fino al 1994 poi lasciato in disuso e dal 2015 è stato acquistato dagli attuali proprietari, recuperato e infine restaurato e ripristinato a fine 2025 come si può vedere oggi ed è attualmente l’unico locale aperta alla visita.

E’ presente un pozzo che serviva e serve le due abitazioni e che raccoglie l’acqua piovana dai tetti, non essendo il borgo collegato a rete idrica. Lo scavo del pozzo fu fatto dall’allora proprietario detto Nani (Giovanni) Barisela attorno agli anni quaranta circa. La bocca del pozzo è stata per anni raso terra e viene riportato che fosse senza copertura non come si vede oggi con muro di protezione, l’acqua veniva raccolta con un secchio legato ad una corda e portata prevalentemente in cucina o nella stalla o dove era necessaria. Prima della costruzione del pozzo gli abitanti del borgo dovevano recarsi a rifornirsi d’acqua al Pian De Murer. Le due abitazioni principali si presentano come un classico modello di edilizia locale, con al piano terra cantina cucina e/o stalla o stanza con larin, ogni stanza con entrata indipendente, il primo piano è accessibile tramite scala di cui la prima parte in muratura e la seconda in legno collegata al poggiolo o “Piol”. Questo piano rialzato era adibito a zona notte, con le camere, anche queste, con entrata autonoma dal Piol, infine, vi era la parte del sottotetto occupata dal fienile e accessibile dal retro della casa per permettere la raccolta e stoccaggio del fieno per gli animali. Non era previsto il bagno in casa ma vi era una struttura in legno e lamiera circa 50×50 cm adibita a tale scopo per ciascuna abitazione ora rimossa. Per quanto riguarda la struttura oggetto del progetto di restauro, si sono mantenute le stanze del piano terra a volta (o cuba) e l’accesso al piano superiore esterno tramite il poggiolo.

Borgo Sagrilot anni 70

Lavori di ristrutturazione anni 80

Borgo Sagrilot anni 2015

Lavori di ristrutturazione 2023-2025

Pozzo

pozzo

Viabilità

Dagli anni ottanta il borgo è raggiungibile dalla strada consortile che parte dalla località Stalle, opera voluta da Scopel Alfonso, (per maggiori informazioni si rinvia alla lettura del libro “La notte della valle” Edizioni DBS). che è stata realizzata nel 1984, il proseguimento verso la seconda abitazione del borgo è stata ultimata nel 2017 dagli attuali proprietari Scopel Debora e Zuccolotto Francesco. Detta strada poi con successiva variante è stata prolungata al Pian de Giacon negli anni 1990 e successivamente al Monte Avien nell’anno 1996. Prima della sua costruzione le abitazioni venivano raggiunte tramite mulattiere percorribili a piedi, a volte in bicicletta o con animali.

Vi erano 3 sentieri per raggiungere il borgo: la più diretta che partiva dalla località Al Cristo a fianco dell’osteria e proseguiva costeggiando la casa e stalla della famiglia chiamata allora “Parenze”, continuava nel bosco come mulattiera arrivando alle case della Val Martina “Dai Scopei”, passava per il cortile delle abitazioni e continuava sulla destra, oltrepassando il crocefisso e continuando per i prati, ora boschi, arrivava al borgo Sagrilot da sinistra rispetto alle abitazioni.

Rech Clementina e Scopel Raffaella

La seconda mulattiera seguiva l’attuale strada consortile partendo dalla località Stalle e si inerpicava per i prati e boschi, passando “Da Pipeta” dove ancor oggi si trova il rudere della stalla e fienile e una casetta a due piani proseguiva per il bosco, poi su per la Busa, arrivando in Val Martina “Dai Scopei” e proseguendo fino al Borgo, si arrivata a destra delle abitazioni.

La terza mulattiera, infine, partiva da San Siro e in percorso quasi pianeggiante arrivava al Borgo, passando per la località “Zacolagna” e Pian de Murer.

Oggi la seconda e terza mulattiera sono state trasformate in strade silvo-pastorali gestite da due consorzi di privati, mentre la prima è quasi del tutto scomparsa tra prati e boschi non essendo più battuta da molti anni.

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